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Capitolo 2

Stagione 2018 - 2019

La nostra seconda stagione è alle porte. Vi raccontiamo i nostri obiettivi e perchè per noi è così importante unire psicologia e teatro.

Ci siamo impegnati nel raccogliere i desideri del nostro pubblico per presentarvi una nuova stagione che sia all’altezza delle vostre aspettative.

Corti da legare torna sul palco del Nuovo Teatro Orione con una rassegna che ha l’ambizione di unire emozione e sensibilizzazione su tematiche che riguardano il disagio psichico nelle sue mille sfumature. Anche quest’anno ci interesseremo di argomenti diversi, che hanno a che fare con diversi aspetti della vita personale, familiare e sociale.

Il disturbo psichico, pur essendo ampiamente presente nelle nostre vite e nella nostra società, è ancora oggi vestito di profondi pregiudizi e stigmi sociali: paura, inguaribilità, pericolosità sociale, isolamento e incontrollabilità, solo per citarne alcuni. Poca informazione e spesso incompleta.

Di malattia mentale se ne parla poco, ma dell’isolamento e della difficoltà di inserimento sociale che si sperimenta nel percorso di disagio non se ne parla affatto.

Paradossalmente anche nella malattia sembra esserci una linea preferenziale per cui alcune problematiche riescono ad essere in un certo modo accettate mentre altre navigano nel buio e nel non detto. E a navigare nel buio ci sono molto spesso il malato e la sua famiglia.

Desideriamo offrire uno spazio in cui si riesca a combattere, anche se in piccola parte, questa difficoltà: ci impegniamo nell’unire due mondi, il teatro e la psicologia, nell’interesse dello spettatore. Un corto teatrale, diretto e immediato, che racconta una storia, e un dibattito che rende tutti ugualmente partecipi.

La rassegna teatrale nasce dall’esigenza di parlare al grande pubblico del disturbo mentale. Se difatti avessimo organizzato un dibattito culturale, un seminario d’approfondimento o un ciclo di incontri, probabilmente avremmo ottenuto un pubblico di esperti o simil tali, o persone già vicine a determinate tematiche; d’altro canto, se avessimo esclusivamente proposto dei corti teatrali, allora avremmo noi stessi fallito nell’intento, perché ci saremmo probabilmente  imbattuti nell’errore che stiamo implicitamente criticando: avremmo drammatizzato un disturbo senza darne una visione autentica e scientifica. Si è così consolidata la nostra mission: intrattenere, informare e sensibilizzare. Intratteniamo mettendo in scena una storia che ci fa divertire, emozionare, talvolta arrabbiare e in altri casi riflettere; informiamo parlando da esperti, con l’esperienza di uno psicologo che fa questo per mestiere, di un testimone che l’ha vissuto sulla sua pelle, o di un esperto che ne studia dati e manifestazioni e sensibilizziamo perché ci mettiamo la faccia, l’impegno e rispondiamo alle domande e alle esigenze del pubblico.  

Nella nostra filosofia abbiamo deciso di abbandonare cartelle cliniche, etichette e criteri diagnostici, pur senza mai dimenticare la scientificità e il rigore di chi ha il compito di rispondere agli spettatori. Abbiamo però deciso, fin dal primo giorno, di mettere al centro la persona, di parlare e dibattere delle esigenze conoscitive di ciascuno, dimenticando camici e poltrone ingombranti.

Corti da legare vuole essere anche quest’anno uno spazio in cui sia lecito, possibile e possibilmente divertente parlare di disagio psichico. Vuole essere un luogo di approfondimento dove i pregiudizi vengano spazzati via insieme alla paura e all’ignoranza. Un luogo dove poter dire chiedere ad alta voce, mettendoci la faccia, quella curiosità di cui si ha timore di parlare o quella storia che nessuno ha voglia di ascoltare.  

Per far questo presentiamo corti teatrali autentici: studiamo la malattia che vogliamo affrontare, prepariamo gli attori dando loro spiegazioni esaustive sull’eziopatogenesi, sulle manifestazioni cliniche e sulle storie personali. Rispondiamo alle persone invitando altri esperti che ribattono con la loro esperienza e preparazione clinica e ci mettiamo a disposizione nel fornire ai nostri associati supporto e orientamento attraverso i nostri canali, anche quando si spengono i riflettori.

Questa stagione presenteremo argomenti molto diversi tra loro accomunati dall’essere attuali e rappresentativi del nostro tempo. Parleremo di dipendenze comportamentali affrontando la dipendenza sessuale, argomento difficilmente discusso fuori dai contesti clinici, in costante aumento nella nostra popolazione. Concluderemo con un’altra dipendenza, attuale e diffusa: la internet addiction. Passeremo in rassegna uno degli argomenti più sentiti nei nostri tempi: l’ansia e il disturbo da panico. E andremo a conoscere due disturbi meno discussi ma spesso presi in esame dal cinema, dal teatro e dalla letteratura: il disturbo dissociativo dell’identità e il disturbo borderline di personalità.

Federica Sorino – Psicologa e presidente dell’associazione

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