il-vero-manicomio-corti-da-legare

Il vero manicomio

Cosa significa oggi soffrire di patologia mentale?

Intuitivamente ciò che significava diversi anni fa.

Siamo nell’era digitale, assistiamo alla mutazione che ci dirige verso forme, quasi bioniche, di perfezionismo ed edonismo. Ci hanno insegnato a credere nella capacità di fare tante cose, nello stesso frangente, e di farle bene. Un anglosassone direbbe che siamo nell’epoca del multitasking! Ma c’è una sfera circondata in un’ampolla di cristallo che permane in un tempo distaccato e circoscritto: il disagio psichico.

Parlare di patologia mentale fa ancora paura. Immediatamente comporta l’impulso viscerale e diretto di allontanare e credere che non mi debba appartenere e che mai possa farlo. D’altronde un matto è un matto, e starci a contatto significa un po’ esserlo. Lo stigma sociale nella malattia mentale è infatti non solo un marchio a fuoco identificativo e irreversibile, ma di fatto anche contagioso. Basta viverlo per esserlo, basta viverci per diventarci.

Ecco di fatto cosa accade quanto la malattia è intrafamiliare: dove lo possiamo mettere? Come è uscito?

Ecco di fatto cosa accade quando la malattia va a scuola: che gli facciamo fare? A che serve?

Ecco di fatto cosa accade quando la malattia ha un amico: non ci andare, che ci vai a fare?

L’isolamento sociale e la paura sono i sinonimi di questo angelo nero che è la patologia mentale, ma cosa ci fa paura nel nostro intimo? Cosa c’è dietro uno sguardo perso di chi ha smarrito la bussola interiore e pian piano si allontana dal ritmo incalzante delle nostre avanguardie e della nostra velocità? Incapacità di metterci a contatto con qualcosa che non funziona. Poca importa se di passaggio, poco importano le motivazioni e il vissuto, l’incomprensibile è incomprensibile punto. Starci a contatto comporta cercare di capire, e capire nella nostra società vorrebbe dire fermarsi e accettare, ma l’incomprensibile è inaccettabile. E allora ecco spiegarci in modo più limpido la soluzione più facile: la chiusura. Il manicomio non è una struttura, non è un luogo, il vero manicomio esiste nella profondità della nostra psiche. Il manicomio è un area buia che si crea e si fa spazio nei nostri pensieri quando forziamo lo spazio e la distanza tra me e l’altro. Quell’altro un po’ goffo, un po’ perso, troppo sofferente o troppo allegro. Il manicomio è la madre che nasconde un figlio difettoso, l’amico che abbandona il compagno bizzarro, il marito che maltratta quella moglie eccessivamente paranoica. Il manicomio è dentro di noi, nelle nostre paure, nel volere accettare la diagnosi di irreversibilità. Quando vediamo un matto passarci accanto vediamo crearsi uno spartiacque, una zona di confine di sicurezza. Più gli sto lontano meno è il pericolo che mi contagi. Bisognerebbe farsi un po’ contagiare invece per apprezzarne il valore. Abbandonarsi alla frustrazione di stare in un tempo più lontano, più calmo, aspettare. Talvolta ricevendo una risposta, talvolta no; ma anche quando non arriva bisognerebbe imparare a stare lì, in quella mancate comprensione, o in quel mancato risultato. Una mano che ti accompagna, un sorriso che ti sostiene, una spalla su cui ridere, un autobus che ti riaccompagna alla vita, un fabbro che ti aiuta ad aggiustare la bussola, una vela che ti aiuta a seguire il vento. Abbiamo tutti bisogno dell’altro.

Giulio ha passato 10 anni in una comunità terapeutica, la prima volta che è uscito ha comprato una tutina per la figlia età 2 anni. Ne aveva 12. Maria ha provato a mettersi un suo vestito taglia 46, ma ormai era 38. Erick ha 30 anni cerca ancora l’aereo che lo inseguiva in quarto ginnasio. Paola ha seguito il fantasma che le diceva di andare a giocare con lei, peccato che era al quarto piano della sua struttura.

 

La vera follia è l’abbandono.

Federica Sorino – Psicologa e presidente dell’associazione

Altri articoli

Che cos’è la Psico-oncologia?

Che cos’è la Psico-oncologia? La Psico-oncologia si pone come disciplina specifica “di collegamento” tra l’area oncologica e quella psicologico-psichiatrica nell’approccio al paziente con tumore, alla sua famiglia e all’équipe che di questi si occupa. La Psico-oncologia si pone come disciplina specifica “di collegamento” tra l’area oncologica e quella psicologico-psichiatrica nell’approccio al paziente con tumore, alla…

Capitolo 2

Stagione 2018 - 2019 La nostra seconda stagione è alle porte. Vi raccontiamo i nostri obiettivi e perchè per noi è così importante unire psicologia e teatro. Ci siamo impegnati nel raccogliere i desideri del nostro pubblico per presentarvi una nuova stagione che sia all’altezza delle vostre aspettative. Corti da legare torna sul palco del…

Gli approfondimenti

Federica Sorino

Psicologa

federica-sorino-psicologa

Lascia un commento